Vetrina internazionale
Nove le pellicole mai distribuite nei cinema italiani che Sottodiciotto porta in sala, all’interno della Vetrina internazionale realizzata con il sostegno della Consulta Regionale dei Giovani del Piemonte, uno degli appuntamenti che maggiormente caratterizzano la programmazione del Festival, offrendo una panoramica sfiziosa e stratificata sulla migliore produzione europea e statunitense (a cui si aggiungono quest’anno una coproduzione con l’Asia e una con l’Africa) invisibile nel nostro Paese, con un occhio di riguardo, come sempre, per le opere prime.
Tre i film provenienti dalla Francia, proposti in collaborazione con il Service Culturel de l’Ambassade de France en Italie - Délégation Culturelle de Turin: La Fille du RER, ultima fatica di André Téchiné - a cui il Festival ha dedicato una retrospettiva completa nel 2007 - magistralmente interpretata dalla bravissima Émilie Dequenne (scoperta dai fratelli Dardenne) e da Catherine Deneuve; La Journée de la jupe di Jean-Paul Lilienfeld, con Isabelle Adjani che torna al cinema dopo una lunga assenza per raccontare la condizione delle donne nelle periferie segnate dal machismo e dalla violenza grazie a una storia “ai limiti” che ha fatto molto discutere in patria e che, realizzata per la tv, è approdata al cinema con enorme successo; è un esordio volutamente dispettoso e speziato quello di Gabriel Julien Laferrière, che in Neuilly sa mére! prende di mira la Francia innamorata di Sarkò grazie all’arrivo nell’immacolata ed esclusiva Neuilly-sur-Seine di un quattordicenne algerino abituato a vivere nella banlieue di Parigi.
Dagli Stati Uniti arrivano invece due pellicole indipendenti, entrambe caratterizzate da ottime performance delle interpreti principali: la nuova musa del cinema indie Zooey Deschanel, nel cast anche di 500 giorni insieme che Sottodiciotto proietta in anteprima nazionale, si diverte a tenere sulla corda... del telefono un giovane ladro di automobili che insieme alla vettura si è portato via anche il suo cellulare in The Go-Getter di Martin Hynes, mentre Zoe Kazan, nipote del “mostro sacro” Elia, interpreta con classe innata il delicatissimo e minimale The Exploding Girl di Bradley Rust Gray.
Grazie a una coproduzione franco-irachena l’esordiente Shawkat Amin Korki immagina nel suo Paese natale, da cui è emigrato bambino a causa del regime di Saddam Hussein, il viaggio quasi metafisico di un altro bambino, di nome Saddam, in cerca dei genitori in mezzo alle macerie e all’incertezza della guerra scoppiata dopo la deposizione del dittatore nell’emozionante Parinawa la Ghobar.
Tre i film provenienti dalla Francia, proposti in collaborazione con il Service Culturel de l’Ambassade de France en Italie - Délégation Culturelle de Turin: La Fille du RER, ultima fatica di André Téchiné - a cui il Festival ha dedicato una retrospettiva completa nel 2007 - magistralmente interpretata dalla bravissima Émilie Dequenne (scoperta dai fratelli Dardenne) e da Catherine Deneuve; La Journée de la jupe di Jean-Paul Lilienfeld, con Isabelle Adjani che torna al cinema dopo una lunga assenza per raccontare la condizione delle donne nelle periferie segnate dal machismo e dalla violenza grazie a una storia “ai limiti” che ha fatto molto discutere in patria e che, realizzata per la tv, è approdata al cinema con enorme successo; è un esordio volutamente dispettoso e speziato quello di Gabriel Julien Laferrière, che in Neuilly sa mére! prende di mira la Francia innamorata di Sarkò grazie all’arrivo nell’immacolata ed esclusiva Neuilly-sur-Seine di un quattordicenne algerino abituato a vivere nella banlieue di Parigi.
Dagli Stati Uniti arrivano invece due pellicole indipendenti, entrambe caratterizzate da ottime performance delle interpreti principali: la nuova musa del cinema indie Zooey Deschanel, nel cast anche di 500 giorni insieme che Sottodiciotto proietta in anteprima nazionale, si diverte a tenere sulla corda... del telefono un giovane ladro di automobili che insieme alla vettura si è portato via anche il suo cellulare in The Go-Getter di Martin Hynes, mentre Zoe Kazan, nipote del “mostro sacro” Elia, interpreta con classe innata il delicatissimo e minimale The Exploding Girl di Bradley Rust Gray.
Grazie a una coproduzione franco-irachena l’esordiente Shawkat Amin Korki immagina nel suo Paese natale, da cui è emigrato bambino a causa del regime di Saddam Hussein, il viaggio quasi metafisico di un altro bambino, di nome Saddam, in cerca dei genitori in mezzo alle macerie e all’incertezza della guerra scoppiata dopo la deposizione del dittatore nell’emozionante Parinawa la Ghobar.
Diversi ma complementari i due documentari che raccontano l’Africa, mostrando due volti di un continente segnato da sempre dalle contraddizioni e dalla coesistenza di universi “paralleli”: Amour, sexe et mobylette di Maria Silvia Bazzoli - ospite del Festival - e Christian Lelong dà voce a un affresco corale sull’amore, la passione e i sentimenti che per una volta, invece di usare i toni sensazionalistici abusati dai mezzi di comunicazione, “tinge di rosa” le strade del Burkina Faso, mentre I Am Because We Are di Nathan Rissman parte da una sceneggiatura di Madonna, in veste anche di narratrice e produttrice, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma dei bambini orfani in Malawi.
A inaugurare il Cineclub 12-15 con un viaggio nel tempo che condurrà i giovani spettatori in un’immaginaria Italia degli anni Cinquanta dalle atmosfere fiabesche in cui perdurano bizzarre tradizioni patriarcali provvede infine la scanzonata coproduzione svizzero-tedesca Marcello Marcello di Denis Rabaglia.
A inaugurare il Cineclub 12-15 con un viaggio nel tempo che condurrà i giovani spettatori in un’immaginaria Italia degli anni Cinquanta dalle atmosfere fiabesche in cui perdurano bizzarre tradizioni patriarcali provvede infine la scanzonata coproduzione svizzero-tedesca Marcello Marcello di Denis Rabaglia.


