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Rom città aperta

Centro Nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza (CNDA) e Sottodiciotto propongono in occasione della X edizione del Festival un programma speciale dedicato alla realtà dei Rom e dei Sinti e mirato a scardinare, almeno in parte, luoghi comuni e stereotipi radicati nel nostro immaginario. Quando infatti i Rom, specialmente bambini e adolescenti, cadono sotto i riflettori dei media ciò avviene non tanto per le sfide potenzialmente positive che pongono alla società, alla scuola, alle istituzioni, ma per i reati di cui solo alcuni di loro sono protagonisti, per lo sfruttamento cui solo alcuni di loro sono sottoposti, per il degrado in cui solo alcuni di loro sono costretti a vivere.
Rom città aperta desidera ampliare il campo delle conoscenze e rendere giustizia alla cultura delle popolazioni romanì proprio attraverso lo strumento che, spesso, è stato il tramite dei più comuni stereotipi: con un ribaltamento radicale di prospettiva l’immagine audiovisiva può porsi anche come uno spazio di superamento dei pregiudizi e come un punto di partenza per una riflessione sulla reale efficacia delle politiche a favore delle comunità Rom. Un cambio di prospettiva attivato fin dalla fase di ideazione attraverso il coinvolgimento nel progetto di Laura Halilovic, una giovanissima regista Rom, che oltre a presentare il proprio documentario autobiografico Io, la mia famiglia Rom e Woody Allen e a girare per l’occasione il corto Il mio sogno, sulle speranze di alcuni giovani Rom italiani, ha contribuito a selezionare i film in programma. Il risultato della cernita è una rassegna di documentari che offre un ventaglio di visioni estremamente variegato sulla condizione dei giovani Rom in Europa. Si va dal ceco O topanki al francese La bougie n’est pas faite de cire mais de flammes, dal bulgaro Gipsy Summer al francese Citizen Manouche, per finire con Carmen Meets Borat di Mercedes Stalenhoef.
Ad arricchire il quadro delle proposte una serie di appuntamenti - al confine tra immagini e parole - che offriranno agli spettatori nuove occasioni di riflessione e conoscenza, tra cui una tavola rotonda aperta alla comunità romanì e al mondo dell’associazionismo e delle istituzioni che si occupano della sua integrazione, condotta da Gabriela Jacomella, giornalista de Il Corriere della Sera, a cui prenderanno parte Piercarlo Pazè (direttore della rivista Minori e giustizia), Maurizio Pagani (Opera Nomadi di Milano), Carla Bonino (responsabile del Comune di Torino per le politiche Rom), Yuri Del Bar (Consigliere comunale a Mantova ed esponente dell’Associazione Sucar Drom), Massimo Conte (ricercatore e co-fondatore dell’Agenzia di ricerca sociale Codici), Anna Maria Colella (direttrice dell’Agenzia regionale per le adozioni internazionali - Regione Piemonte). Nel corso dell’incontro verranno proiettati alcuni brani video tratti dalla puntata di Presadiretta“Caccia agli zingari” di Riccardo Iacona.
La presentazione di Non chiamarmi zingaro (Chiarelettere, 2009) del regista teatrale Pino Petruzzelli vuole essere l’occasione per rivivere con l’autore la sua lunga frequentazione del popolo Rom e per rinarrare alcune storie di straordinaria normalità che hanno trovato asilo nello spettacolo teatrale omonimo, diretto e interpretato da Petruzzelli, in tournée da quest’autunno in tutta Italia. La proiezione speciale di Swing, capolavoro di Tony Gatlif, rivolta alle scuole, consentirà invece di avvicinare gli spettatori più giovani alla cultura e alla musica manouche. Per finire, la proiezione dei film di Laura Halilovic e l’incontro con il pubblico - arricchito dagli interventi di Moni Ovadia e Costanza Quatriglio - sarà introdotta da un’originale rivisitazione del cinema muto di David W. Griffith: due dei suoi primissimi lavori, Le avventure di Dollie  e La villa isolata, che mettono in scena stereotipi legati alle comunità Rom (come lo zingaro ladro di bambini) verranno sottoposti a una sorta di ironico “contrappasso”, attraverso il commento musicale dal vivo da parte del gruppo Bruskoi Triu, band gitana nata dalla spontanea collaborazione di musicisti Rom e italiani. Un modo divertente e scanzonato per riflettere sulle radici storiche di opinioni che si credono a torto attuali e originali, un invito ad andare sempre oltre le apparenze.
Rom città aperta  è un appuntamento realizzato da Sottodiciotto e dal Centro Nazionale di Documentazione e Analisi per l’Infanzia e l’Adolescenza, la cui gestione è affidata all’Istituto degli Innocenti di Firenze dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dal Dipartimento per le politiche per la famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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