Premio del pubblico Sottodiciotto Filmfestival - La Stampa TorinoSette
al miglior film italiano con protagonisti giovani e ragazzi
Il Premio del pubblico Sottodiciotto Filmfestival - La Stampa-TorinoSette al miglior film italiano con protagonisti giovani e ragazzi, nato nel 2003, viene assegnato al titolo della passata stagione cinematografica che, a giudizio del pubblico, meglio ha rappresentato la realtà giovanile, segnalandosi per qualità e originalità. A tal fine è stata presentata ai lettori una lista di film, usciti da settembre 2009 ad agosto 2010 sugli schermi torinesi ed esenti da divieti, che hanno per protagonisti giovani e ragazzi. Il vincitore della votazione è L'uomo che verrà di Giorgio Diritti. L'assegnazione di un riconoscimento che valorizzi l'interesse e l'impegno dimostrati nel riflettere sulle realtà giovanili costituisce un incentivo verso una produzione italiana ancora più numerosa, variegata e di buona qualità.
L'UOMO CHE VERRÀ
Italia, 2009, 35mm, 117', col.
Regia, soggetto: Giorgio Diritti. Sceneggiatura: G. Diritti, Giovanni Galavotti, Tania Pedroni. Fotografia: Roberto Cimatti. Scenografia: Giancarlo Basili. Costumi: Lia Francesca Morandini. Musica: Marco Biscarini, Daniele Furlati. Montaggio: G. Diritti, Paolo Marzoni. Interpreti e personaggi: Alba Rohrwacher (Beniamina), Maya Sansa (Lena), Claudio Casadio (Armando), Greta Zuccheri Montanari (Martina), Stefano Bicocchi (Signor Bugamelli), Eleonora Mazzoni (Signora Bugamelli), Orfeo Orlando (il mercante), Diego Pagotto (Pepe), Bernardo Bolognesi (il partigiano Gianni). Produzione: Aranciafilm/Rai Cinema. Distribuzione: Mikado Film, viale Maresciallo Pilsudski 124, 00197 Roma, tel. 06.95947801
Biofilmografia
Giorgio Diritti (Bologna, 1959) dirige tra il 1989 e il 2005 cortometraggi e documentari, collaborando nel frattempo alla sceneggiatura del documentario Il denaro (1999) di Ermanno Olmi. Esordisce nella regia con Il vento fa il suo giro (2005), film autoprodotto che ha vinto complessivamente oltre trenta premi. L'uomo che verrà è il suo secondo lungometraggio.


