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PAS DE REPOS POUR BILLY BRAKKO

Soggetto: dal fumetto di Marc Caro “Pas de linceuil pour Billy Brakko”. Sceneggiatura: Jean-Pierre Jeunet. Fotografia (col.): Bruno Delbonnel. Musica ed effetti sonori: Parazite. Montaggio: Jean-Pierre Jeunet. Interpreti: Jean Bouise (voce narrante), Marc Caro, Phil Gascar, Spot, Jean-Pierre Jeunet. Produzione: Zootrope / Antenne 2. Origine: Francia, 1984. Durata: 4’30”.    
   
Il gangster Billy Brakko legge su un quotidiano la notizia della propria morte. L’uomo era in fuga da due anni dopo essere stato rilasciato. Innamorato di Julie, aveva tentato di tornare da lei dopo il carcere ma, dal momento che lei si era rifugiata in Unione Sovietica, non se l’era sentita di raggiungerla poiché non voleva tradire il proprio paese. Dopo aver girato mezza Europa, arrivato a Parigi, ha scoperto dal giornale di essere morto. Una sera Brakko va al cinema per vedere Eraserhead di David Lynch. Dopo la proiezione, cammina tutta la notte per le strade di Parigi. Alle otto del mattino si reca al forno crematorio e scopre che il suo cadavere è stato già ridotto in cenere. Viene poi catturato da due killer che lo trascinano in un luogo isolato. Gli sparano alla testa e lui muore. L’ultima immagine che gli resta in mente è quella di un gol di Falcao con la nazionale brasiliana. Alcuni celebri personaggi dei fumetti, però, consentono a Billy di continuare a vivere nel loro mondo, dove nessuno muore mai.   
   
«Le stelline che si vedono nel film sono state realizzate da me direttamente sul negativo. Ero nel laboratorio di sviluppo e stampa. Chiesi di avere il negativo e mi misi ad inciderle sulla pellicola mentre tutti mi osservavano stupefatti… non avevano mai visto nulla del genere. Realizzammo il film con soli 35.000 franchi. Avevo un gran bisogno di farlo. Era un momento difficile: volevo realizzare un film ma non ci riuscivo. Aspettavo, scrivevo, cercavo finanziatori ma nessuno mi prendeva in considerazione. Il primo film che avevo scritto con Caro era La città perduta ma avevo ben chiaro che si trattava di un film troppo costoso e troppo strano. Così, ad un certo punto, non facendocela più, ho realizzato Billy Brakko con 35.000 franchi. Io e Caro eravamo alle prime armi, non sapevamo fare nulla, nemmeno mettere la pellicola nella macchina da presa. Abbiamo dovuto rigirare molte scene perché avevamo fatto dei pasticci. Il film però suscitò un certo clamore».  
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