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Omaggio a Béatrice Bakhti. Romans d'ados, un film lungo 7 anni

La parola chiave è stata per me "evoluzione". L'aspetto più affascinante di questo progetto era l'essere in grado di coprire quasi per intero il periodo di transizione dall'infanzia all'età adulta e di penetrare gradualmente nelle vite dei sette adolescenti che stavo seguendo. Il mio compito è stato inizialmente raccogliere le loro affermazioni rimanendo entro i limiti imposti dal loro senso di proprietà. La psicanalista Françoise Dolto definisce questo periodo di transizione nella vita come il "complesso dell'aragosta": dopo essersi liberata del proprio guscio, l'aragosta deve nascondersi mentre aspetta che un nuovo guscio si formi. Sono quindi molto riconoscente verso i sette giovani per aver accettato di rivelare così tanto di se stessi, ben sapendo come sia difficile per gli adolescenti esprimere se stessi a causa della loro tendenza a sentirsi giudicati o svalutati. 
Béatrice Bakhti 

Dalla fine dell'infanzia al raggiungimento della maggiore età, cosa significa diventare adulti e trovare la propria strada? Per rispondere a questa domanda Béatrice Bakhti, regista di documentari e montatrice, ha portato a termine nel 2010 un progetto unico nel suo genere, originale e ambizioso, impegnativo sia dal punto di vista cinematografico sia da quello umano: dopo aver filmato con cadenza regolare per sette anni, dal 2002 al 2008, la vita quotidiana di sette adolescenti - Aurélie, Jordann, Mélanie, Rachel, Thys, Virginie e Xavier - che vivono a Yverdon-les-Bains, una cittadina di 26 mila abitanti che è il secondo centro per importanza nel Canton Vaud, nel cuore della Svizzera francofona, ha tratto dai materiali raccolti un ciclo di quattro documentari, Romans d'ados. I ragazzi raccontano con spontaneità e freschezza gioie, dolori, speranze, sogni, malumori, progetti, crisi ed esperienze, in un documento incredibile e commovente, che permette di “osservare” a distanza ravvicinata un momento delicatissimo nella loro vita, quello in cui l'identità di ognuno prende forma grazie all'interazione col mondo circostante. Non si tratta quasi mai di un processo indolore e spesso si cresce grazie ai conflitti che ne scaturiscono, al bisogno di affermare se stessi in contrapposizione alla famiglia e ai coetanei, a volte persino con rabbia o disperazione, sempre con il desiderio di essere amati, accettati, compresi. 
Sottodiciotto propone Romans d'ados in esclusiva per l'Italia, alla presenza di Béatrice Bakhti e del produttore Nasser Bakhti, che introdurranno le proiezioni e dialogheranno con il pubblico, in un incontro condotto dallo scrittore Andrea Bajani. 

Biofilmografia
Béatrice Bakhti (Boston, 1959) studia Psicologia a Ginevra e successivamente Cinema alla London International Film School, dove si diploma nel 1987. Dopo aver lavorato quattro anni come montatrice per Channel 4 e BBC inizia a collaborare con la Télévision Suisse Romande per numerosi programmi tv e documentari, tra i quali si segnalano Viva (id., 1995-1997), Temps présent (Tempo presente, 1995-1997), Territoire 21 (Territorio 21, 2002-2003), Magellan (Magellano, 1999-2000) e Romans d'ados.
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