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Finale in crescendo a Sottodiciotto, che si conclude con una giornata densa di proiezioni e incontri. In primo piano il doppio appuntamento con Jurij Norštejn. Il grande maestro russo del cinema d'animazione, cui il Festival dedica una retrospettiva completa, presenterà nel pomeriggio (ore 16, Massimo 3) una selezione, adatta ai più piccoli, dei suoi cortometraggi. In serata (ore 20.20), verrà proposto l'intero corpus delle sue opere (tra cui, in anteprima per Sottodiciotto, alcuni frammenti del suo nuovo progetto, ancora in fieri, tratto da Il cappotto di Gogol), cheil regista commenterà in un incontro condotto da Eugenia Gaglianone, curatrice della retrospettiva, e da Chiara Magri. 
In arrivo dall'Europa un'anteprima nazionale che segna il gradito ritorno al Festival di Anna Luif. La regista svizzera, cui Sottodiciotto ha dedicato una personale nel 2004, presenterà a Torino il suo nuovo Madly in Love (ore 20.30, Massimo 2). Frizzante versione contemporanea dell'eterno contrasto tra matrimoni di convenienza e d'amore, il lungometraggio racconta in stile Bollywood i tormenti di un giovane Tamil, emigrato in Svizzera e diviso tra il rispetto delle tradizioni, che gli imporrebbero di sposare una connazionale conosciuta solo via Skype, e il desiderio di seguire le ragioni del cuore. Appuntamento, in replica, anche con un altro film europeo, J'ai oublié de te dire (ore 15.45, Massimo 2), intensa opera prima di Laurent Vinas-Raymond. 
Giornata intensa anche per i baby-cinefili. Per il terzo anno consecutivo il Festival propone un programma speciale per i più piccini – dai 18 mesi ai 4 anni – presentando la serie del Grillo musicista (ore 16.45, Massimo 3) inventato nel 1977 da Zdeněk Miler, “papà” della piccola talpa che ha tanto divertito gli spettatori di Sottodiciotto in passato. Ai piccoli spettatori è dedicata anche la doppia proiezione di L'ultimo sciuscià e di Pulcinella cetrulo di Acerra (ore 17.40, Massimo 3), con cui Sottodiciotto, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia - Dipartimento Animazione di Chieri e Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale rendono omaggio a un altro grande “papà” dell'animazione, questa volta italiana, Francesco Maurizio Guido, alias Gibba, presente al Festival per un incontro con il pubblico condotto da Sergio Toffetti. Adatta ai piccoli è anche la selezione odierna del programma Creatività in animazione che presenta tre cortometraggi, Mobile, Pesca sul ghiaccio e Booo (ore 15, Massimo 3) caratterizzati dalla presenza di animali protagonisti. Dedicato all'animazione è anche il successivo programma speciale Corti da Clermont-Ferrand (ore 15.30), presentato da Sébastien Duclocher, selezionatore del Festival francese. 
Per chiudere in bellezza, Christmas Special, il programma con cui Sottodiciotto fa a tutti gli auguri di Buon Natale, dando l'arrivederci al prossimo anno; in cartellone (ore 19.15, Massimo 3), i cortometraggi Yes, Virginia – ispirato a una storia vera di fine Ottocento – e The Gruffalo – tratto da un moderno classico per l'infanzia e diventato grazie alla la BBC uno special natalizio visto nel 2009 da oltre 8 milioni di spettatori; in serata (ore 22.40), l'intramontabile The Nightmare Before Christmas, il gioiello d'animazione diretto da Henry Selick e prodotto da Tim Burton. Ultime battute anche per la retrospettiva dedicata a Jean-Pierre Jeunet, che si conclude con tre titoli: Una lunga domenica di passioni (ore 17.45, Massimo 2), film che prosegue, dopo Amélie, la fase poetica e “prévertiana” del regista e ripropone l'attrice ormai star Audrey Tautou, seguito in serata (ore 22.30, Massimo 2) dal cortometraggio Pas de repos pour Billy Brakko, risalente invece all'epoca del lavoro in tandem con il disegnatore Marc Caro, e, infine, dalla grande produzione frutto dell'avventura Oltreoceano del regista francese, l'hollywoodiano Alien Resurrection (Alien. La clonazione).
A Sottodiciotto, una giornata in cui i ragazzi sono protagonisti assoluti, fuori e dentro lo schermo: dapprima per la serata di premiazione presentata da Federico Taddia (Massimo 1, ore 20.15), in cui sfileranno sul palco le classi e i ragazzi under 18 vincitori delle molteplici sezioni del Concorso, e poi nel film, in anteprima, Il bacio alla francese (ore 22.40). Brillante e pluripremiato esordio nel cinema di Riad Sattouf, autore di fumetti molto amato in Francia grazie alle sue strisce settimanali “La vie secrète des jeunes", pubblicate sulla rivista satirica “Charlie Hebdo” e diventate anche una serie televisiva su Canal+, il lungometraggio sarà distribuito in Italia nel 2011 dalla Nomad Film. Qualificato come “déjà culte” dalla rivista “Première”, interpretato da due giovani promesse del cinema francese – l'esordiente Vincent Lacoste, acclamatissimo nella parte dell'imbranato “ragazzo senza qualità”, e Anthony Sonigo, il suo “amico arabo” – il più recente teen-movie d'Oltralpe racconta i nuovi “tempi delle mele”, molto diversi da quelli di una volta, mettendo in scena i primi turbamenti sessuali, gli innamoramenti e gli amoreggiamenti degli adolescenti di oggi attraverso una commedia ironica, a tratti tragicomica e spesso esilarante, ma anche con uno sguardo attento alle trasformazioni sociali, allo spaesamento del mondo adulto, ai cambiamenti indotti dalla multietnicità. 
L'altro protagonista della giornata è un cineasta che da sempre mette l'universo dell'infanzia al centro dei suoi film, riuscendo sempre mirabilmente, anche se non ingenuamente, a guardare e a raccontare il mondo con gli occhi dei bambini, come conferma anche il suo ultimo lavoro, Kooky, che Sottodiciotto e Asifa presentano in anteprima nazionale (alle 20.30, al Massimo 3) nell'ambito dell'omaggio a Jan Svěrák. Il lungometraggio – il primo d'animazione diretto dal regista ceco – mescola pupazzi e live action nella storia tenera e parallela del piccolo Ondra e del suo orsacchiotto di pezza raddoppiando addirittura la prospettiva e creando un film a misura, insieme, di bambino e di peluche, in una magica trasposizione delle paure e delle aspettative infantili. All'anteprima, che sarà seguita da un incontro con l'autorecondotto da Alfio Bastiancich, si affiancano le proiezioni di due pellicole particolarmente significative nella ventennale carriera di Svěrák: il lungometraggio d'esordio Scuola elementare(Massimo 3, ore 16) e Kolya(ore 18.15), il film vincitore dell'Oscar e del Golden Globe che ha procurato al regista la grande notorietà internazionale. 
Conclude la serata la replica di un altro lungometraggio di animazione, il fantascientifico, crepuscolare e post-orwelliano Metropia diretto da Tarik Saleh (alle 22.40, al Massimo 3), artista e graffitista molto conosciuto in Svezia. Di grande effetto visivo, il lungometraggio è realizzato con una sperimentale tecnica di ripresa (frutto della combinazione tra la fotografia e la cosiddetta animazione 2D/Cut out) in grado di conferire una dimensione particolare, futuribile e straniante, ai paesaggi urbani e ai personaggi, cui prestano volti e voci, tra gli altri, anche Juliet Lewis e Vincent Gallo.
Nell'ambito dell'omaggio a Béatrice Bakhti, ospite del Festival, vengono oggi proposti in sequenza tutti i quattro capitoli di “Romans d'ados”: un film “lungo 7 anni”, presentato in esclusiva italiana da Sottodiciotto, che laregista di documentari e montatrice svizzera ha portato a termine nel 2010, realizzando un progetto unico nel suo genere, originale e ambizioso, filmando con cadenza regolare per sette anni, dal 2002 al 2008, la vita quotidiana di sette adolescenti di Yverdon-les-Bains, una cittadina nel cuore della Svizzera francofona, e montando i materiali girati in una tetralogia d'eccezione. La maratona di proiezioni esplicita con efficacia la portata straordinaria di un lavoro impegnativo sia dal punto di vista cinematografico sia da quello umano: si incontrano i protagonisti dodicenni, ognuno con la sua personalità in fieri – Virginie “la sfrontata, Xavier “il filosofo”, Rachel “la sognatrice”, Thys “il bravo ragazzo”, Mélanie “l'impaziente”, Aurélie “la romantica”, Jordann “il bad boy” – si entra gradualmente nelle loro vite, si approfondisce via via la conoscenza, li si vede letteralmente crescere sullo schermo fino al raggiungimento dei sospirati 18 anni. Seguendo l'evoluzione dei ragazzi, registrandone gioie, dolori, speranze, sogni, malumori, progetti, crisi ed esperienze, la regista realizza un documento senza precedenti (a dimostrazione delle potenzialità del reality quando non è show, ma osservazione consapevole, paziente e rispettosa) su quel periodo delicatissimo e sfuggente nella vita degli adolescenti – la transizione dalla fine dell'infanzia all'inizio dell'età adulta – in cui l'identità di ognuno prende forma grazie all'interazione con il mondo circostante. Alla proiezione dei quattro documentari, dai titoli significativi, La fin de l'innocence (Massimo 3, ore 15), La crise (ore 16.45), Les illusions perdues (ore 18.30), Adultes mais pas trop (ore 20.30), farà seguito un incontro, condotto dallo scrittore Andrea Bajani, con l'autrice e il produttore Nasser Bakhti. 
Spazio in cartellone, oggi, anche per il cinema italiano. Giornalista, alla sua seconda prova come documentarista, Luca Galassi presenta al Festival in anteprima il suo mediometraggio Décryptage banlieue (ore 20.45, Massimo 2), prodotto da PeaceReporter e girato nei sobborghi parigini la scorsa estate, a cinque anni di distanza dai moti che hanno fatto tremare la Francia e che covano ancora sotto la cenere delle promesse mancate. Altre proiezioni, legate idealmente dal filo della memoria, rimandano più indietro nel tempo. Presentato in anteprima e introdotto in sala dall'autore, Piccola italiana (ore 18, Massimo 2), di Claudio Paletto, ricompone, a sessant'anni di distanza, frammenti di ricordi di una dodicenne vissuta all'epoca del Duce. Un altro film in anteprima, Avevamo già 22 anni - La fortuna di Rabaìn(ore 18.15), di Federico Mazzi mette a raffronto l'idea e l'esperienza della giovinezza così come è percepita e vissuta oggi e come lo era in passato attraverso i ricordi di Ettore Giacoletto, classe 1921, entrato nelle file della Resistenza “appena” ventiduenne. La proiezione sarà seguita da un incontro con Federico Mazzi, cui partecipano Rabaìn (Ettore Giacoletto), Stefano Della Casa, Luca Bollero e Alessandra Delù. 
Si riannoda al filo della memoria storica anche il Premio del pubblico Sottodiciotto - La Stampa-TorinoSette, che, giunto alla settima edizione, decreta quest'anno miglior film italiano con protagonisti giovani e ragazzi L'uomo che verrà (ore 15.45, Massimo 2), l'intensa ed essenziale rievocazione della strage di Marzabotto diretta da Giorgio Diritti. 
Anche l'omaggio a Davide Ferrario, infine, si conclude oggi con un percorso a ritroso lungo cinquant'anni di storia italiana rivisitata a suon di musica nel lungometraggio Materiale resistente (ore 22.15, Massimo 2),realizzato a quattro mani con Guido Chiesa.
Il Festival festeggia oggi Davide Ferrario cui viene quest'anno assegnato il Premio Città di Torino - Sottodiciotto Filmfestivala riconoscimento di una carriera cinematografica ultraventennale vissuta a 360 gradi nel segno dell'indipendenza, della capacità di intraprendere le strade meno scontate e di analizzare senza pregiudizi segnali, tendenze, fenomeni propri della società italiana. Ospite del Festival, il regista, presente questa sera in sala per la proiezione di uno dei suoi film più famosi, Dopo mezzanotte (ore 20.30, Massimo 3), riceverà la targa dall'assessore alle Risorse Educative della Città di Torino, Giuseppe Borgogno, e dialogherà con il pubblico e con alcuni compagni di lavoro in un incontro condotto da Gianni Volpi, cui parteciperanno Fabio Barovero, Francesca Bocca e Giuseppe Culicchia. Nell'occasione, Sottodiciotto dedica a Davide Ferrario una personale che ripercorre la sua poliedrica filmografia, aperta a generi sempre diversi, dedita con identica passione al cinema documentario e a quello di finzione, riproponendone, nel corso della giornata, alcuni titoli: La strada di Levi (ore 16, Massimo 3), Tutta colpa di Giuda (ore 18, Massimo 2), Tutti giù per terra (ore 22.45, Massimo 3).    
Due i film inanteprima proposti oggi. J'ai oublié de te dire (ore 20.30, Massimo 2), intensa opera prima di Laurent Vinas-Raymond, racconta l'incontro intergenerazionale e il rapporto di reciproca adozione che si instaura tra una giovane da poco uscita di prigione (Emilie Dequenne, già musa dei fratelli Dardenne e di André Téchiné) e un vecchio campione del Tour de France diventato pittore (il sempre magistrale Omar Sharif). Only (ore 16, Massimo 2), dei canadesi Ingrid Veninger e Simon Reynolds, racconta, invece, la storia dell'incontro tra due solitudini adolescenziali, il dodicenne Daniel e la tredicenne Vera, magnificamente restituite sullo schermo dai due giovanissimi interpreti. Il film inaugura la nuova stagione di Cineclub 12-15, la rassegna organizzata da Aiace Torino per gli spettatori più giovani, che quest'anno festeggia il proprio decennale.   
Accomunati da un tema drammatico – la violenza sui minori – anche due cortometraggi in anteprima, lo svedese Little Children, Big Words e il norvegese Sinna mann (ore 17.45, Massimo 3), vincitore del premio per il miglior film d'animazione all'ultimo Festival di Clermont-Ferrand.   
Il ciclo di proiezioni dedicate al ciclo di documentariRomans d'ados” di Béatrice Bakhti, prosegue oggi con il terzo titolo della serie, Les illusions perdues, che sarà presentato dalla regista, in attesa della programmazione in sequenza dell'intera opera, in cartellone domani, giovedì 16 dicembre.    
La retrospettiva dedicata al regista iraniano Bahman Ghobadi si conclude invece oggi con Half Moon (ore 22.30, Massimo 2), road movie anomalo e surreale che unisce la passione del viaggio all'amore del regista per la musica e racconta il Kurdistan di oggi da una prospettiva inedita.

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