Il “cinema ritrovato” a Sottodiciotto
Centenario Šostakovic
In occasione del centenario della nascita del grande compositore russo, il Festival offre al pubblico una opportunità tanto rara quanto straordinaria: due cartoni animati, mai apparsi in Italia, che permettono di scoprire uno Šostakovič senza dubbio inedito e uno dei registi più interessanti della storia del cinema d’animazione, Michail Cechanovskij (di cui nella scorsa edizione della kermesse è stato proiettato lo sperimentale Pacific 231
).
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Nei primi anni Trenta Dmitrij Šostakovič, che ha già firmato la colonna sonora di quattro importanti film, inizia a concepire l’idea di un nuovo genere, da lui stesso definito “film-opera”. L’idea sembra prendere forma nel 1933 quando Michail Cechanovskij, affascinato dal talento del giovane compositore, gli propone di scrivere la musica per il suo nuovo cartone animato, Skazka o Pope i o rabotnike ego, Balde
, tratto dall’omonima fiaba in versi di Aleksandr Puškin. Il regista, che ha già messo in luce il suo profondo interesse per l’interazione fra musica e immagine, desidera che prima venga scritta la musica, sulla base della propria sceneggiatura, e che solo a quel punto si uniscano le immagini, creando un cartone completamente musicale. Šostakovič lavora al progetto con grande passione, in un periodo in cui, tra l’altro, si dedica principalmente al teatro, al balletto e al cinema, trascurando il genere sinfonico.
La vicenda ha purtroppo un epilogo infelice: Cechanovskij male si adatta alle richieste della produzione, che lo portano a sacrificare i propri metodi e l’estro creativo; le crescenti accuse di lavorare a un film di “carattere antipuškiniano” lo inducono ad abbandonare il progetto dopo tre anni. Šostakovič termina in ogni caso la partitura (op. 36), anch’essa dimenticata e pubblicata come inedita solo nel 2006. Il girato viene quasi interamente distrutto durante l’assedio di Leningrado; a salvarsi sono poco più di 2’, corrispondenti al terzo brano intitolato Bazar.
In questo frammento, che va considerato un vero e proprio capolavoro, il disegno innovativo di Cechanovskij si integra perfettamente alla musica, splendida sintesi fra la ricerca avanguardistica e il gesto che tende a un ascolto più popolare, prevedendo non solo l’orchestra ma anche voci e coro. Ecco allora l’alternarsi di cori femminili che imitano il verso di polli, papere, oche, fino al miagolio del gatto affidato a un soprano, agli strilli “lirici” dei mercanti mentre, nel clamore generale, si susseguono torte, croci, mele in salamoia, cetrioli, kvas, carne, pesce, figurine di donne di metropoliti e quant’altro. La vitalità della partitura completa restituisce senza dubbio l’immagine di ciò che doveva essere il film: una brillante e mordente satira sui mercanti e sul pope, la cui avarizia è ridicolizzata dalla furbizia del servo.
Nel 1940 i due artisti, che nel frattempo hanno “ripulito” il proprio linguaggio dalle tendenze avanguardistiche, danno vita a un altro cartone animato, Skazka o glupom myšonke
, in cui un capriccioso topolino non riesce a prender sonno. La mamma-topo, disperata, corre a chiedere aiuto agli altri animali del villaggio, ma nessuno di loro riesce a farlo addormentare. Verrà infine il turno della gatta, la cui falsa dolcezza conquista il cuore dell’insonne: si sa, l’apparenza inganna e sarà il cane Polkan a salvare in extremis il topolino. Anche questo cartone è interamente musicale e la partitura (op.56) è costituita da un leitmotiv, una ninna nanna che ciascun animale canta a turno.
SKAZKA O POPE I O RABOTNIKE EGO, BALDE. «BAZAR»
Racconto del pope e del suo servo, Balda. «Bazar»
Urss, 1933-36, 2’30”, b/n, disegno
Regia, sceneggiatura: Michail Cechanovskij.
Soggetto: dall’omonima fiaba in versi di Aleksandr S. Puškin.
Musica: Dmitrj Šostakovič.
Animazione: M. Cechanovskij, V. Cechanovskaja.
Produzione: Lenfil’m.
Il mercato, dove si incontreranno il pope e il suo futuro servitore, si anima di venditori, giocolieri, animali dando vita a una bizzarra sonorità.
SKAZKA O GLUPOM MYŠONKE Racconto del topolino sciocco
Urss, 1940, 14’20”, col., disegno
Regia: Michail Cechanovskij.
Soggetto: da una fiaba di Samujl Maršak.
Sceneggiatura: S. Maršak, M. Cechanovskij.
Fotografia: V. Šumjakin.
Musica: Dmitrj Šostakovič.
Suono: A. Bekker.
Animazione: M. Cechanovskij, L. Cupjatov, G. Bokov.
Produzione: Lenfil’m.
Un topolino, dopo diversi tentativi falliti da parte della madre per farlo addormentare, riuscirà a prendere sonno proprio in braccio alla furba gattina... Sempre vivo il tratto grafico di Cechanovskij, pur se non nella forma radicale tipica dei lavori precedenti.
Biofilmografia
Dmitrij Šostakovič (San Pietroburgo, 1906 - Mosca, 1975), formatosi culturalmente nell’epoca delle sperimentazioni degli anni Venti, raggiunge la fama internazionale appena diciannovenne con la sua prima sinfonia. Nella sua lunga carriera esplora tutti i principali generi musicali (sinfonia, quartetto, opera, balletto, musica di scena e per film,
lieder) accogliendo, a seconda delle circostanze storiche, sia le innovazioni più audaci della musica novecentesca sia il recupero, con nuova e fresca vitalità, della tradizione classica. L’istintivo e profondo senso della storia, l’amore per l’uomo, l’
humour e il grottesco, l’alternarsi fra rabbia e leggerezza, la mancanza di patetismo sono i tratti distintivi che ne fanno uno degli artisti più originali e coerenti del Novecento. Fra le sue composizioni si ricordano la cruda e realistica opera lirica
Lady Macbeth, le cosiddette
“Sinfonie di Guerra” (n.
7,
8 e
9), il
Quartetto n. 8, da lui giudicato il proprio requiem, il
Trio n. 2 dedicato all’amico Sollertinskij e, fra le numerose musiche per film,
Amleto e
Re Lear.
Michail Cechanovskij (1889-1965) sin da giovanissimo studia pittura e scultura a Pietroburgo; a partire dal 1923 si occupa di manifesti pubblicitari e illustrazioni per bambini. La sua passione per la fattura degli oggetti e la lavorazione dei materiali, unita a un personalissimo tocco grafico, stravolgono letteralmente i consueti canoni estetici dell’illustrazione. Nel 1928 passa al cinema d’animazione con
Počta (L’ufficio postale), che gli conferisce fama internazionale, mentre nel 1931 sperimenta l’uso del sonoro utilizzando la partitura di Honneger
Pasifik-231 per accompagnare le immagini di un treno a cui si sovrappongono quelle di un’orchestra. Le tristi vicende legate a
Skazka o pope i rabotnike ego Balde segnano il destino artistico del cineasta che, malgrado il successo di
Skazka o glupom myšonke, non riconquisterà più l’entusiasmo creativo di un tempo.




