Accesso rapido:




 

Personale di Jean-François Laguionie

maestro del cinema d’animazione
 
 
Come mio padre, ero un marinaio dell’immaginario. Avevo cinque anni all’epoca della Liberazione e il grigiore del Dopoguerra aveva lasciato a tutti la voglia di viaggiare. Il viaggio, per mio padre, è consistito nel costruire nel giardino di casa un battello che non ha mai terminato. Può darsi che con i miei film io abbia avuto voglia di terminarlo...
Jean-François Laguionie
Bernard Génin e Philippe Galais parlano di «favole dolci-amare nelle quali gli eroi, come lui, sono dei solitari, dei puri di cuore, dei marginali che vogliono andare al fondo dei propri sogni». Lui è il francese Jean-François Laguionie, pittore, romanziere, animatore, regista e produttore fra i più stimati nel panorama internazionale - la rivista Variety ha inserito i corti La Demoiselle et le violoncelliste e La traversée de l’Atlantique à la rame tra i 100 migliori film della storia del cinema d’animazione - eppure quasi sconosciuto nel nostro Paese. Sottodiciotto , in collaborazione con il Centre Culturel Français de Turin, gli dedica quest’anno la prima personale completa mai svoltasi in Italia, alla presenza dell’autore.
 
Classe 1939 e una carriera quarantennale ricca di riconoscimenti prestigiosi, Laguionie ha una visione molto personale e “fisica” del proprio lavoro: «L’animazione va sentita, non “calcolata”. L’animatore è un po’ attore e meno intermediari ci sono, più l’emozione passa». Nasce così un mondo fatto di tinte pastello e atmosfere rarefatte, di avventure magiche eppure ancorate al reale, di rimandi pittorici e letterari che arricchiscono un tratto animato che cambia di titolo in titolo pur mantenendo linee riconoscibili, morbide, pronte ad avvolgere lo spettatore con impressioni quasi tattili.
 
Luoghi, epoche e personaggi si fondono con la musica e i rumori, dando vita a una dimensione onirica ed evocativa nella quale abbandonarsi al sogno, alla fantasticheria, all’immaginazione, al possibile: non è un caso se è stato avanzato il paragone con il “Doganiere Rousseau”. Poetico e originale, naïf ma allo stesso tempo raffinato, il cinema di Laguionie sperimenta una via alternativa all’animazione, lontana dagli effetti speciali fini a se stessi e dalla leziosità, regalando allo spettatore uno sguardo nuovo sulle cose.
 
Biofilmografia
Jean-François Laguionie (Besançon, Francia, 1939), appassionato di disegno, abbandona il liceo per frequentare la scuola di Arti Applicate e, dopo aver fatto pratica come mimo con Jean-Pierre Sentier, si interessa di messa in scena e scenografia teatrali. Si forma in seguito alla scuola di Paul Grimault, di cui diviene uno degli allievi prediletti; il suo primo cortometraggio La Demoiselle et le violoncelliste (La fanciulla e il violoncellista) vince il Grand Prix al Festival di Annecy del 1965. Seguono otto corti, l’ultimo dei quali, La traversée de l’Atlantique à la rame (La traversata dell’Atlantico in barca a remi, 1978), conquista nel 1979 la Palma d’Oro al Festival di Cannes. Nello stesso anno fonda la casa di produzione La Fabrique, ristrutturando una vecchia filanda nei pressi di Montpellier, dove scoprire nuovi talenti da lanciare a livello internazionale e dedicarsi alla realizzazione di lungometraggi. Tre i titoli firmati finora: Gwen, le livre de sable (Gwen, il libro di sabbia, 1984), Scimmie come noi (Le Château des singes, 1999), L’île de Black Mor (L’isola di Black Mor, 2003).
Stampa questa pagina (Personale di Jean-François Laguionie).Segnala questa pagina (Personale di Jean-François Laguionie).Segnala un errore in questa pagina (Personale di Jean-François Laguionie).