Come d’incanto, il cinema di Jurij Norštejn
Jurij Norštejn fa parte dell'Olimpo dell'animazione mondiale ma rimane, prima di tutto, uno straordinario “artigiano” che con grande semplicitŕ crea narrazioni d'ineguagliabile poesia, fiabe incantate in cui intarsi minuziosi e segni magici prendono vita in un susseguirsi di atmosfere tra sogno e realtŕ. Capolavori di tutti i tempi e di tutti i luoghi, riconosciuti come meraviglie del patrimonio artistico universale. Convinto assertore della capacitŕ del cinema d'animazione di interpretare, nel piů ampio contesto storico, i fenomeni della cultura e delle arti figurative, Norštejn si rivolge sin dal suo esordio registico al disegno e alla pittura, passando dalle straordinarie immagini delle avanguardie sovietiche di Il 25 - Il primo giorno alle icone e agli antichi affreschi de La battaglia di Kerženec, diretto insieme al proprio maestro Ivanov-Vano. In seguito, collaborando costantemente con l'operatore Aleksandr Žukovskij e il compositore Michail Meerovič, oggi scomparsi, e con la disegnatrice Francesca Jarbusova, realizza opere di straordinaria intensitŕ in cui l'innocenza di un leprotto o l'incostanza amorosa di due sinuosi volatili, personaggi tipici del patrimonio folclorico tradizionale, divengono acute riflessioni sui rapporti e sui sentimenti umani. Cosě pure Il riccio nella nebbia si presenta come un autentico viaggio iniziatico nei segreti dell'interioritŕ mentre il celebre Racconto dei racconti č un capolavoro narrativo del libero fluire della coscienza tra ricordi, visioni oniriche e reminiscenze letterarie.
Nel corso del tempo Norštejn perfeziona un metodo di lavoro personale, in cui la tecnica del découpage rappresenta un procedimento lentissimo e laborioso, integrato a propria volta dall'utilizzo di molteplici lastre di vetro poste a diversi livelli di profonditŕ. Le immagini e il ritmo che ne scaturiscono lasciano percepire il riflesso dell'esperienza esistenziale, dove vita e arte si ricongiungono in una vibrazione originaria e indissolubile. Č una ricerca lunga e profonda quella di Jurij Norštejn, che lo spinge fino alla dimensione mistica di Akakij Akakevič, protagonista del suo ultimo grande progetto, ancora in fieri, tratto da Il cappotto di Gogol'.
In occasione della retrospettiva dedicatagli da Sottodiciotto, l'artista non solo dialogherŕ con il pubblico in un incontro esclusivo condotto da Eugenia Gaglianone (curatrice della personale) e Chiara Magri (Dipartimento Animazione CSC di Chieri), ma terrŕ anche un ciclo di seminari e incontri rivolti a professionisti e studenti di animazione, realizzati in collaborazione con ITER - Centro di Cultura per l'Immagine e il Cinema di animazione e la Sezione Cinema d'Animazione della Scuola del Libro di Urbino.
Biofilmografia
Jurij Norštejn (1941) nasce in un villaggio della regione di Penza per poi trasferirsi a Mosca, dove vive e lavora tuttora. Frequentati i corsi di Animazione presso gli Studi Sojuzmul'tfil'm, nel 1961 ne diventa collaboratore lavorando accanto a Ivan Ivanov-Vano e partecipando alla realizzazione di piů di cinquanta film, tra cui Čeburaška, con il celebre pupazzo orsacchiotto, e il ciclo ispirato ai disegni del poeta Aleksandr Puškin. Le sue opere conquistano ben presto il pubblico e la critica internazionali. Parallelamente sviluppa una intensa attivitŕ pedagogica, convogliata di recente nella pubblicazione di Sneg na trave (La neve sull'erba), corposa testimonianza sulle innumerevoli lezioni tenute nel corso degli anni in Russia e in Giappone.




