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Argentina nascosta. Il cinema civile di FERNANDO SOLANAS

Se si visita il sito ufficiale di Fernando Ezequiel Solanas, regista cinematografico e teatrale argentino - ma anche scenografo, montatore, musicista, attore, scrittore e politico - che da sempre fa dell’impegno civile e politico il motore della propria creatività e ispirazione artistica, la sua unicità nel panorama cinematografico internazionale risalta in modo lampante. Basta dare un’occhiata alla sua biografia: non c’è tratta di colleghi registi che lo abbiano stimolato, ma vengono amorevolmente ricordati i filosofi, gli storici e gli uomini politici accanto ai quali si è formato negli anni Cinquanta: Raúl Scalabrini Ortíz, Arturo Jauretche, Carlos Astrada, Juan José Hernández Arregui, César Marcos, Fermín Chávez, John William Cooke, Rodolfo Ortega Peña, Julio Canessa.
Teorico di una “terza via” cinematografica che proponeva all’America Latina un percorso espressivo lontano dagli stereotipi hollywoodiani e dai modelli autoriali europei, Solanas ha difeso con fierezza le proprie convinzioni, senza aver paura di rischiare in prima persona, di sporcarsi le mani con un cinema produttivamente povero ma ricchissimo di ideali e contenuti, di occuparsi di ogni fase della lavorazione di film che vogliono essere, prima di tutto, chiamate alle armi e appelli in grado di risvegliare le coscienze trattando temi “incandescenti” spesso trascurati dai mezzi di comunicazione quando non banalizzati da Hollywood.
Intellettuale coraggioso, lucido, coerente con se stesso, testardo nell’aver dedicato senza risparmiarsi un’intera vita alla denuncia dei mali che affliggono il suo Paese, e quindi considerato “scomodo” e pericoloso da quelle realtà che vedono i propri interessi particolari minacciati dalla sua ricerca della verità, ‘Pino’ Solanas dialogherà con gli spettatori del Festival commentando tre delle sue pellicole, in cartellone per l’omaggio con cui Sottodiciotto, grazie a un tour del regista in Italia organizzato dalla Cineteca di Bologna, ne celebra l’impegno in prima linea, la capacità di raccontare il presente, la forza, l’ironia, l’intensa attività didattica in America Latina, Europa e Stati Uniti.
Si proietteranno il corale Tangos, intenso e struggente come la musica considerata in tutto il mondo uno dei simboli più felici dell’Argentina, e l’immaginifico Il viaggio, romanzo di formazione per un intero continente, proposto anche alle Scuole Secondarie di II grado in un incontro curato da Sottodiciotto, Cineteca di Bologna e Amnesty International - Piemonte Valle d’Aosta in collaborazione con Consulta Regionale dei Giovani del Piemonte, Assessorato all’Istruzione della Regione Piemonte, Circoscrizione 1 e Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra. A completare il programma è il documentario La próxima estación - quarto capitolo della pentalogia dedicata all’Argentina che esplora con acume un tema scottante come la privatizzazione dei servizi a partire dalla situazione della rete ferroviaria e aerea - commentato dal cineasta in un incontro condotto da Jaime Riera Rehren.

Biofilmografia
Fernando Ezequiel ‘Pino’ Solanas (Olivos, Buenos Aires, 1936) dopo gli studi in musica, teatro e giurisprudenza negli anni Cinquanta si dedica all’attivismo politico e sulla scia di questa esperienza nel 1962 realizza i primi corti militanti, girando clandestinamente sei anni dopo L’ora dei forni (La hora de los hornos), grande successo internazionale. Nel 1969 fonda con Octavio Getino e Fernando Vallejo il gruppo Cine Liberación. Dopo Los hijos de Fierro (I figli di Fierro, 1975), minacciato di morte, vive in esilio in Europa fino al 1983. Tra il 1980 e il 2009 dirige dieci titoli, tutti all’insegna del cinema di denuncia: La mirada de los otros (Lo sguardo degli altri, 1980); Tangos; Sud (Sur, 1988), Premio per la regia al Festival di Cannes 1988; Il viaggio; La nube (id., 1998), Premio Unesco al Festival di Venezia 1998; Diario del saccheggio (Memoria del saqueo, 2004); La dignità degli ultimi (La dignidad de los nadies, 2005); Argentina latente (id., 2007); La próxima estación; Tierra sublevada Parte 1 - Oro impuro (Terra in rivolta Parte 1 - Oro impuro, 2009). Riceve l’Orso d’Oro alla carriera al Festival di Berlino 2004.
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