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Lunedì 13 dicembre

Cinema Massimo 2

ore 16.15

RETROSPETTIVA - DOVE VOLANO LE TARTARUGHE? IL CINEMA DI BAHMAN GHOBADI
Bahman Ghobadi non è solo uno dei registi iraniani più interessanti e coraggiosi del cinema mediorientale, ma anche un apprezzato attore. Per rendere omaggio alla doppia anima di questo artista a tutto tondo, una doppia proiezione che propone Daf, diretto da Ghobadi, e Lavagne, uno dei film più famosi di Samira Makhmalbaf, in cui il regista iraniano è, per una volta, davanti e non dietro la macchina da presa.

Daf (Tambourine, Tamburello) di Bahman Ghobadi, con Hamed Mohamadi, Monire Zamani, Elham Bahmani, Saman Bahmani (Iran 2003, Betacam SP, 30')
Kurdistan. In un villaggio vicino al confine con l'Iraq, Faegh ha tre mogli e undici figli. La sua famiglia è specializzata nella costruzione dei Daf, strumenti a percussione tradizionali, che l'uomo vende per pochi soldi nei mercati della città, nonostante la sua arte sia conosciuta in tutta la regione. Viaggio alle radici della musica tradizionale persiana e curda, radicale e sorprendente.
v.o. / sottotitoli italiani

ore 16.45

Lavagne (Takhté siah) di Samira Makhmalbaf, con Bahman Ghobadi, Behnaz Jafari, Said Mohamadi, Mohamad Karim (Italia/Iran/Giappone, 2000, 35mm, 84')
Due insegnanti attraversano il Kurdistan iraniano con una lavagna sulle spalle, alla ricerca di studenti. Nonostante offrano le proprie conoscenze in cambio di un tozzo di pane, nessuno ha intenzione di imparare a leggere e a scrivere. In terre desolate e abitate da gente disperata, l'istruzione sembra un'inutile perdita di tempo.

ore 18.30

OMAGGIO A BÉATRICE BAKHTI - ROMANS D'ADOS, UN FILM LUNGO SETTE ANNI
Dalla fine dell'infanzia al raggiungimento della maggiore età, cosa significa diventare adulti e trovare la propria strada? Per rispondere a questa domanda la regista Béatrice Bakhti ha portato a termine nel 2010 un progetto unico nel suo genere, impegnativo sia dal punto di vista cinematografico sia da quello umano: dopo aver filmato con cadenza regolare per sette anni, dal 2002 al 2008, la vita quotidiana di sette adolescenti svizzeri - Aurélie, Jordann, Mélanie, Rachel, Thys, Virginie e Xavier - ha realizzato un ciclo di quattro film-documentari, Romans d'ados, in cui i ragazzi si raccontano in un'opera incredibile e commovente che Sottodiciotto, in collaborazione con l'Ambasciata Svizzera, propone in esclusiva per l'Italia alla presenza dell'autrice.

Romans d'ados - 1 - La fin de l'innocence (Romanzi adolescenziali - 1 - La fine dell'innocenza) di Béatrice Bakhti (Svizzera 2010, DigiBeta, 97')
I dodicenni Virginie, Xavier, Aurélie, Thys, Mélanie, Jordann e Rachel si avvicinano all'adolescenza pieni di sogni e speranze ma anche con preoccupazione: è il momento dei primi conflitti familiari e della ricerca dell'indipendenza.
v.o. / sottotitoli italiani

Introduce la proiezione Béatrice Bakhti

ore 20.20

RETROSPETTIVA - IL FAVOLOSO MONDO DI JEAN-PIERRE JEUNET
Un doppio appuntamento per la retrospettiva dedicata a Jean-Pierre Jeunet composto da Le manège, secondo cortometraggio da lui realizzato utilizzando pupazzi e scegliendo di non far ricorso ai dialoghi per puntare sull'impatto visivo del racconto, e da La città perduta, opera “esemplare” che ne ha condizionato la carriera nel bene e nel male: sottovalutata in Francia, gli ha reso possibile realizzare un film negli Stati Uniti.

Le manège (La giostra) di Jean-Pierre Jeunet, Marc Caro (Francia 1980, 35mm, 10')
In una notte buia e tempestosa degna dei migliori romanzi gotici, alcuni bambini si divertono su una giostra cercando di afferrare un fiocco rosso… César 1981 per il miglior cortometraggio d'animazione, che già contiene in nuce molti degli elementi cari alla poetica di Jeunet.
La cité des enfants perdus (La città perduta) di Jean-Pierre Jeunet, Marc Caro, con Ron Perlman, Daniel Emilfork, Judith Vittet, Dominique Pinon (Francia/Germania/Spagna 1995, 35mm, 112')
In una metropoli oscura e futuribile, costruita su palizzate nell'oceano, uno scienziato rapisce i bambini per sottrarre i loro sogni, ma spaventandoli partorisce solo incubi. Colossale e utopico, presentato come film d'apertura al Festival di Cannes, è il primo film scritto da Jeunet e Caro, che per lungo tempo non trovarono nessuno disposto a finanziarlo perché troppo sperimentale. Musica di Angelo Badalamenti e costumi di Jean-Paul Gaultier.
v.o. / sottotitoli italiani

ore 22.30

RETROSPETTIVA - DOVE VOLANO LE TARTARUGHE? IL CINEMA DI BAHMAN GHOBADI
Uno dei film più amati e conosciuti di Abbas Kiarostami, una delle prime esperienze “professionali” di Bahman Ghobadi, regista a cui Sottodiciotto dedica una personale, qui nelle vesti di attore e aiuto regista.

Il vento ci porterà via (Bad ma ra khahad bord) di Abbas Kiarostami, con Behzad Dourani, Bahman Ghobadi (Francia/Iran 1999, 35mm, 118')
Un regista televisivo e la sua troupe si trasferiscono in Kurdistan per registrare un rito funebre tradizionale. Accolti con onore in un villaggio abbarbicato sulla montagna, gli ospiti attendono la morte di un'anziana donna. Ma i giorni passano e la donna è ancora in vita. Riusciranno a portare a termine il reportage?

Cinema Massimo 3

ore 16

PROGRAMMA SPECIALE - I CIUCCI IN TASCA. PRIMI PASSI ALLA SCOPERTA DEL MONDO
I ciucci in tasca: primi passi alla scoperta del mondo è un evento organizzato da Sottodiciotto e Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza. Una serie di incontri, visioni, confronti sulla prima socialità infantile: identità, scoperta dell'altro, esperienze di autonomia fuori dalla famiglia, integrazione nei nidi e nelle scuole per l'infanzia. Tutto ciò che la TV pietista dei bambini in giacca e cravatta non farà mai vedere. Perché arriva un momento in cui bisogna mettere il ciuccio in tasca e camminare con le proprie gambe. E questo momento merita di essere raccontato.

Récréations (Ricreazioni) di Claire Simon (Francia 1992, Betacam SP, 54')
Esiste un Paese molto piccolo, così piccolo che assomiglia a un palcoscenico teatrale, abitato due o tre volte al giorno dal suo popolo. Gli abitanti sono di taglia XS. Anche se vivono secondo leggi rigide, non hanno paura di metterle in discussione, quando è il caso. Questo Paese si chiama “cortile” e il suo popolo sono “i bambini”. Il tempo che vivono è quello della “ricreazione”.
v.o. / sottotitoli italiani

ore 17

Avant les mots (Before the Words, Prima delle parole) di Joachim Lafosse (Francia 2010, 35mm, 25')
Filmando i momenti di solitudine che un bimbo di tre anni trascorre in un nido di Genneviliers, Lafosse cerca di catturare il tempo dell'infanzia. Un film puro, senza narrazione, che coglie i momenti di intimità nella vita di un bambino da cui sono esclusi persino i genitori.
v.o. / sottotitoli italiani

ore 17.30

La classe dei gialli di Daniele Gaglianone (Italia, 2009, DVD, 60')
Un giorno qualunque nella classe di un nido di San Salvario, a Torino, dove la multiculturalità e la pluralità etnica non sono parte di un programma sperimentale da portare avanti tra dubbi e perplessità, ma un fatto già assodato, un elemento “naturale” del panorama scolastico come i giochi, i banchi, i pennarelli, i muri degli edifici.

ore 18.30

PROGRAMMA SPECIALE - I CIUCCI IN TASCA
TAVOLA ROTONDA - CHIEDO ASILI
Un'occasione di confronto con pedagogisti, scrittori, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni per riflettere sui vecchi e nuovi modelli di nido e di scuole per l'infanzia, su quanto tali strutture riescano a rispondere alle reali esigenze dei più piccoli e quanto debbano andare incontro a quelle dei genitori, su quello che vorrebbero/dovrebbero/possono fare gli enti pubblici e privati per facilitare l'integrazione e la prima socialità infantile.

Relatori Roberto Giovanni Marino (Capo del Dipartimento per le Politiche per la Famiglia, Presidenza del Consiglio dei Ministri), Giuseppe Borgogno (Assessore alle Risorse Educative - Comune di Torino), Vinicio Ongini (Ufficio per l'integrazione degli alunni stranieri del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca; co-autore di Una classe a colori, Vallardi 2009), Tullia Musatti (membro della segreteria del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia e Dirigente di ricerca CNR), Paola Liberace (autrice di Contro gli asili nido, Rubettino 2009)
Conduce l'incontro Ferruccio Cremaschi (direttore della rivista Bambini)

ore 20.15

PROGRAMMA SPECIALE - I CIUCCI IN TASCA
EVENTI - ESSERE, AVERE E RIPRENDERE
Edoardo Winspeare, Daniele Gaglianone e Gianni del Corral hanno deciso quasi contemporaneamente e all'insaputa l'uno dell'altro di girare piccoli/grandi documentari in nidi o materne italiane. Ognuno con la propria sensibilità e il proprio “tocco”, hanno raccontato un'età che raramente trova “asilo” sul grande schermo, individuando nel dialogo e nel confronto interculturale una delle chiavi di volta delle nuove identità infantili. Da quali bisogni e desideri di racconto si sono mossi i loro progetti cinematografici? In che modo sono riusciti ad accordare il tempo del cinema a quello - ben più irriducibile - della prima infanzia? Sottodiciotto ne parla con i diretti interessati anche perché… “riprendere” i bambini non sempre vuole dire rimproverarli.

Colors di Gianni Del Corral, con Davide Olivieri e Gioele Cabodi (Italia 2009, DVD, 3'43'')
Nella classe di Davide, tre anni, arriva un nuovo compagno con la pelle scura. Nonostante lo “strano” colore, per Davide quel bambino ha qualcosa di familiare...
Sotto il Celio Azzurro di Edoardo Winspeare (Italia 2009, 35mm, 80')
Celio Azzurro è una piccola scuola materna nel cuore di Roma. Ad animarla e gestirla un gruppo di maestri e volontari che (in)segue con grande tenacia e forza di volontà il principio di un modello educativo concreto e pratico, pensato intorno alle esigenze dei più piccoli, al dialogo tra le culture, al coinvolgimento informale dei genitori. Più che un documentario il film di Winspeare è uno straordinario spaccato di quello che il nostro Paese potrebbe essere e purtroppo non è.

Incontro con Daniele Gaglianone, Edoardo Winspeare, Gianni Del Corral
Conduce l'incontro Marco Dalla Gassa (co-curatore del programma)

ore 22.30

Nursery University (L'università degli asili nido) di Marc H. Simon, Matthew Makar (Usa 2008, DigiBeta, 90')
Per alcuni genitori della upper class newyorchese (ma il discorso vale anche per le nostre metropoli) sembra che accedere al nido giusto possa garantire al pargolo un futuro di ricchezza e benessere. Più ancora del “giusto” liceo o della “giusta” università. Scatta così una “lotta senza quartiere” per l'iscrizione all'asilo, che i registi ricostruiscono con un piglio ironico, alla Michael Moore. Un documentario quasi di “fantascienza” dove l'educazione rientra nella logica dello status symbol o della performance a tutti i costi.
v.o. / sottotitoli italiani


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