Premio del pubblico Sottodiciotto Filmfestival - La Stampa TorinoSette
Il Premio del pubblico Sottodiciotto Filmfestival - La Stampa-TorinoSette al miglior film italiano con protagonisti giovani e ragazzi,nato nel 2003, intende premiare il titolo della passata stagione cinematografica che, a giudizio del pubblico, meglio ha rappresentato la realtà giovanile, segnalandosi per qualità e originalità. A tal fine è stata presentata ai lettori una lista di film, usciti da settembre 2008 ad agosto 2009 sugli schermi torinesi ed esenti da divieti, che hanno per protagonisti giovani e ragazzi. Il vincitore della votazione è Il papà di Giovanna di Pupi Avati. L’assegnazione di un riconoscimento che valorizzi l’interesse e l’impegno dimostrati nel riflettere sulle realtà giovanili costituisce un incentivo verso una produzione italiana ancora più numerosa, variegata e di buona qualità.
IL PAPÀ DI GIOVANNA
Italia, 2008, 35mm, 104', col.
Regia, soggetto: Pupi Avati. Sceneggiatura: P. Avati, Antonio Avati. Fotografia: Pasquale Rachini. Scenografia: Giuliano Pannuti. Costumi: Francesco Crivellini, Mario Carlini. Effetti visivi: Marco Ruggieri. Musica: Riz Ortolani. Suono: Alessandro Doni, Piero Parisi. Montaggio: Amedeo Salfa. Interpreti e personaggi: Silvio Orlando (Michele Casali), Alba Rohrwacher (Giovanna Casali), Francesca Neri (Delia Casali), Ezio Greggio (Sergio Ghia), Serena Grandi (Lella Ghia), Manuela Morabito (Elide Traxler), Paolo Graziosi (Andrea Traxler), Valeria Bilello (Marcella Traxler). Produzione: A. Avati per Duea Film/Medusa Film. Distribuzione: Medusa Film, via Aurelia Antica 422-424, 00165 Roma, tel. 06.663901, fax 06.66390567, infofilm@medusa.it.
Pittore dalle aspirazioni artistiche e familiari frustrate, Michele Casali sfoga la propria infelicità occupandosi con dedizione assoluta della timida figlia Giovanna e sognando per lei un futuro brillante. Nemmeno un omicidio potrà scalfirne l’amore. «Il papà di Giovanna è un apologo molto nero sulla famiglia italiana. Ma è anche un film sulla Storia: è un dramma di un uomo che, colpito da una tragedia privata indicibile, distrutto in ogni affetto, si chiude nel dolore e spinge
Biofilmografia
Giuseppe Avati (Bologna, 1938), detto Pupi, esordisce nel cinema nel 1968, realizzando horror e commedie satiriche. Regista prolifico, firma oltre quaranta opere, fra le quali si segnalano: Dancing Paradise (1982); Una gita scolastica (1983); Impiegati (1984); Regalo di Natale (1986) seguito da La rivincita di Natale (2004); Fratelli e sorelle (1991); Dichiarazioni d’amore e L’amico d’infanzia nel 1994; Il testimone dello sposo (1998); Il cuore altrove (2003), David di Donatello per la miglior regia 2003; Ma quando arrivano le ragazze? (2005); La cena per farli conoscere (2007). È al lavoro su Il figlio più piccolo (2010).






