La lezione dei cineasti delle medie: c’è sempre qualcosa da imparare

Erano tanti e a legarli era un unico filo conduttore: l’impegno e l’originalità. Sono questi i due elementi che spiccano maggiormente dai 15 corti proiettati mecoledì 14 dicembre. Titoli realizzati per il concorso scuole secondarie di primo grado, in cui temi talvolta anche complessi sono stati trattati dai ragazzi in modo profondo ed esaustivo, in grado di far capire che c’è qualcosa da imparare anche da questi piccoli “adulti”.

Il primo corto presentato è stato Umanimati, della scuola Perlasca di Rezzato, nel Bresciano, in cui i movimenti degli occhi, della bocca, delle mani e dei piedi di alcuni ragazzi filmati in primo piano sono coordinati in perfetta sintonia con la musica di sottofondo. Apprezzabili sia Studio su: relazioni pericolose che Il gioco piu’ bello del mondo, creati dalla scuola Lagrange di Cambiano, ma anche L’altro punto di vista, prodotto dall’Istituto comprensivo Frisi di Melegnano e dalla scuola Moro di Cerro al Lambro, in provincia di Milano.

Let’s Dance, della scuola Quarini di Riva presso Chieri, in cui un gruppo di ragazzi e ragazze si sfidano in gare di calcio, di pallavolo e di ballo per aggiudicarsi l’area giochi della scuola. La vittoria delle ragazze permette però ai due gruppi di unificarsi per condividere insieme quelle ore di svago in uno spazio a disposizione di tutti.

Altro corto molto toccante per il tema trattato e per l’efficacia con cui ha trasmesso il messaggio è stato Todo Cambia della scuola Conti di Buccinasco, in provincia di Milano, in cui la fame nel mondo e la mal distribuzione delle risorse viene raffigurata come una festa di classe in cui ogni ragazzo rappresenta uno Stato diverso, riconoscibile da una bandierina sulla schiena, e la torta viene tagliata e spartita in modi disuguali tra gli invitati.

Proposta interessante quella dell’Istituto comprensivo Falcone. Il Bacio è un piccolo dramma adolescenziale che comprende delusioni amorose, amiche non troppo sincere e piccoli colpi bassi, ma un ruolo importante viene assunto dall’omonimo dipinto di Francesco Hayez. Corto seguito da Copirait, opera dell’istituto Erasmo da Rotterdam di Albairate, nel Milanese, che gioca sul passaggio dall’era delle audiocassette a quella di Internet.

La seconda parte della presentazione è iniziata con Cassetta degli attrezzi, a cura degli stessi autori di Umanimati, realizzato con una tecnica innovativa, in cui venivano fotografati cinque frame al secondo, conferendo un effetto ralenty alle immagini. Cui ha fatto seguito Diversi, ma uguali dell’istituto Murialdo di Ceres, realizzato con l’intento di abbattere i pregiudizi verso le persone di diversa nazionalità e di diffondere il messaggio “Siamo tutti uguali”.

Due corti non segnalati dal programma, ma con un efficace messaggio sono stati Il cancello e Sigarettona. Il primo è la storia di un ragazzo con alcune difficoltà nell’affrontare la vita di tutti i giorni a scuola, che veniva paragonata alla difficoltà di Dante Alighieri nel compiere il suo viaggio attraverso l’infero. Il secondo è invece un simpatico spot contro il fumo, che mira a distogliere i giovani dall’intraprendere questo brutto vizio.

E poi toccato a La stella di Sara, della scuola Statale Alighieri-Trevigi di Casale Monferrato, nell’Alessandrino: un video davvero toccante in cui viene raccontato come l’amicizia di due ragazze, una di origini ebree, cambia a causa di un regime ingiusto e crudele, che non dà loro la possibilità di opporsi.

La carrellata si è poi conclusa con Il bello del nostro vecchio, una ricerca tra antiche foto di famiglia raccontta dall’istituto Sestola di Fanano, in provincia di Modena, e con Perfezione, realizzato dagli stessi autori de L’altro punto di vista, in cui viene rappresentato il difficile rapporto tra il corpo e la mente di un’adolescente in balia dei disturbi alimentari.

Giulia Afruni

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