Sottodiciotto racconta Torino con gli occhi dei giovani dei quartieri

E’ una prova di capacità creativa e artistica, quella che i giovani di quattro quartieri torinesi hanno presentato al Blah Blah di via Po. Il progetto si chiama Guarda come vedo ed è stato realizzato dal laboratorio video arte Shahab Motion, in collaborazione con l’associazione Midollo e coi centri Falklab, Cartiera, Alkadia e Baraka. Per un’opera di video-arte che mette in scena la loro abilità con la macchina da presa e la loro bravura nel rappresentare il loro punto di vista attraverso l’utilizzo di oggetti semplici.

Obiettivo del progetto è appunto quello di mostrare zone della città con gli occhi dei ragazzi che vi abitano soprattutto attraverso gli oggetti di vita quotidiana che hanno caratterizzato le loro vite. Risultato? I giovani torinesi hanno saputo cimentarsi ottimamente nella regia e negli effetti musicali dei filmati.

Nel video appaiono in ordine cronologico i quartieri Falchera, zona che si può definire un villaggio a sé, in cui ragazzi esterni si sono uniti a quelli addetti alle riprese, San Donato, in cui le immagini girate sono accompagnate dalla musica di Elisa Capano, amica di una delle attrici, Madonna di Campagna, raccontata da un gruppo più numeroso in modo molto giocoso sia nella scelta dei luoghi sia nell’approccio verso la telecamera, e la zona di Via Arquata, presentata da ragazzi appassionati di parkour, che rendono il quartiere un vero campo di allenamento con ostacoli da superare.

I “video arte” sono stati divisi in due categorie: “Urbane percezioni”, una pura ricerca del paesaggio, attraverso l’obiettivo della telecamera, contornato dai passanti, dagli elementi naturali e dai trasporti, e “Identity Puzzle”, una ricerca puntata più sull’intimità dei ragazzi, con riprese di oggetti e fotografie che fanno parte del loro vissuto.

Il video, dalla durata di 35 minuti circa, è preceduto dalle congratulazioni del sindaco Piero Fassino per l’abilità dimostrata dai giovani e dagli addetti ai lavori del Sottodiciotto Filmfestival grazie ai quali Torino è entrata definitivamente nel panorama del grande cinema italiano.

Entusiaste della buona riuscita del progetto, le due curatrici dello Shahab Motion, Francesca Gentile e Gemma Santi, sottolineano la capacità dei ragazzi di “fare sia la parte dei registi sia quella degli attori”.

Entrambe sono contente di aver potuto lavorare coi ragazzi dei vari centri, e spiegano che è una cosa piacevole poter vedere la realtà che ci circonda con “gli occhi dei bambini che giorno per giorno la vivono personalmente”.

Sia per Francesca sia per Gemma questa è la prima esperienza al Sottodiciotto, evento che hanno trovato “entusiasmante con un ambiente molto accogliente”.

Anche Naim tunisino, di 13 anni, la sua coetanea e connazionale Miriam, e Melody, nigeriana quindicenne, tutti e tre di San Donato, si sono detti felici e soddisfatti di quest’esperienza particolare.

Miriam dice che “le riprese hanno un effetto diverso da un semplice servizio giornalistico e rendono meglio la visione che i giovani hanno della città”. Melody invece agli aspetti positivi dell’esperienza che ha vissuto contrappone “il caldo torrido che ha ostacolato lo svolgersi del progetto, messo in atto a settembre”.

Sottodiciotto diventa dunque sempre più il festival per i giovani, dei giovani e realizzato dai giovani, i quali hanno davvero smentito chi poteva avere perplessità sulle loro capacità a livello cinematografico.

Davide Costa e Alberto Puggioni

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