Un amicizia che vale una vita: la storia di Romain e David

Cosa succede quando un “figlio della Luna” decide di sfidare il Sole? Il film La permission de minuit della regista francese Delphine Gleize racconta la storia di un ragazzino, affetto da una malattia genetica terminale, che decide di sfidare il suo flagello per cercare di vivere una vita normale, identica a quella di tutti gli altri ragazzi della sua età.

Romain è un ragazzo tredicenne che non può esporsi alla luce del sole a causa di questa malattia. La sua vita si svolge principalmente durante la notte e di giorno deve indossare una maschera protettiva ogni volta che si deve recare in un luogo soleggiato.

Il giovane è sottoposto alle cure del medico David, che conosce Romain dalla sua nascita. Tra i due nel corso degli anni si è instaurato un rapporto paragonabile a quello che intercorre tra un padre premuroso e un figlio vivace ma allo stesso tempo bisognoso di molte attenzioni. Romain, infatti, vive da solo con la madre perché il padre, dopo aver saputo della malattia che affliggeva il ragazzo, aveva abbandonato entrambi e si era creato una nuova famiglia.

Il ragazzino è in un periodo difficile della sua vita. Crescendo diventa consapevole della sua malattia, ma vuole ugualmente vivere una vita normale, identica a quella dei suoi amici. Troppo difficile per Romain, che può permettersi di uscire di casa senza l’imbarazzante tuta protettiva solo durante la notte.

Come ogni adolescente della sua età, Romain si prende anche la prima cotta: si innamora della fidanzatina di uno dei suoi amici, che ricambia il suo sentimento e che dimostra di non trovarlo “diverso” dai suoi coetanei. Il ragazzo dunque sperimenta per la prima volta l’amore vero, in tutte le sue forme, anche l’amore sensuale, il contatto fisico.

Romain vive la sua vita tra la felicità per questo amore e la consapevolezza della caducità della vita, in una tempesta di emozioni che lo rendono ancora più schivo e imperscrutabile di quanto non fosse già. A complicare questa situazione arriva una notizia che sconvolge definitivamente la vita di Romain: David ha ottenuto un importante posto di lavoro a Ginevra per portare avanti le ricerche che avevano occupato tutta la sua vita. Il ragazzo non vuole accettare la perdita del suo amico medico, ma, nonostante l’amore sconfinato che lo lega al ragazzo, il dottore decide di partire. Il piccolo paziente giura che non avrebbe mai perdonato David per averlo abbandonato alle cure di altri; ma quando l’affetto tra due persone è davvero profondo e sincero tutto è possibile.

La regista stessa afferma di non aver prodotto una pellicola incentrata sul tema della malattia, ma di aver voluto raccontare una storia d’amore tra un ragazzino e il suo medico in un periodo difficile come l’adolescenza in cui si comincia a scoprire se stessi e gli altri. Ma non solo: Delphine Gleize vuole descrivere anche gli aspetti di un’amicizia tra un giovane e un adulto, un’amicizia che si basa su un rapporto assimilabile a quello che intercorre tra un maestro e un allievo, ma allo stesso tempo tra un padre e un figlio.

La recitazione è di alto livello da parte di tutti gli attori, con un Vincent Lindon (nei panni di David) che spicca tra tutti per la sua naturalezza nell’immedesimarsi in un personaggio complicato da interpretare per le molteplici sfaccettature del suo carattere.

Particolarmente significativa dal punto di vista del significato è la scena in cui il ragazzino, sfidando la sua malattia si espone al sole senza le protezioni: Romain cammina spaesato per una via affollata e si nota un contrasto netto tra la sua camminata barcollante e insicura e l’incedere “normale” delle altre persone che lo circondano. Anche le cose che possono sembrare perfettamente naturali agli occhi di quasi tutti, per alcune persone rappresentano qualcosa di perfettamente straordinario.

Matteo Bargetto

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>