‘Welcome’, quel messaggio di “non benvenuto” rivolto ai clandestini

Un'immagine di Welcome

In occasione dell’undicesimo anniversario della Giornata della protezione dei diritti per i migranti, è stata presentata sabato 17 dicembre la toccante produzione di Philippe Lioret. Storia di un giovane diciassettenne curdo-Iraqeno fuggito dal suo Paese con l’intenzione di andare a Londra per raggiungere la ragazza che ama, Welcome è una commovente rappresentazione del problema, più che mai attuale, dell’immigrazione.

Grazie al cambiamento dell’iniziale atteggiamento indifferente del suo insegnante di nuoto, mutatosi infine in amore verso il proprio allievo, Bilal riesce a sentire la vicinanza di una figura amica che lo conforta. Ma nonostante le grandi difficoltà alle quali il giovane andrebbe incontro nell’attraversare a nuoto il canale della Manica, Bazda (soprannome) non si tira indietro perché è Mina il suo vero traguardo.

Ambientato in Francia in un periodo di intensa polemica politica verso i clandestini, questo film mette in scena la crudele discriminazione rivolta a questa parte della società. Opera di forte impatto emotivo e sentimentale, Welcome ha il merito di colpire lo spettatore e di farlo riflettere sulla veridicità delle informazioni che vengono oggi presentate nei confronti di questa realtà.

Lorenzo Licata

Un pensiero su “‘Welcome’, quel messaggio di “non benvenuto” rivolto ai clandestini

  1. Il benvenuto o meno si basa sul comportamento di una persona. Purtroppo i clandestini si ritrovano sempre a ricorrere alla violenza ed al furto per sopravvivere. Il ciclo vizioso puo’ essere rotto solo nella legalita’.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>