Gran Bretagna, 2002, Digi-Beta, 117', col.
Soggetto e sceneggiatura: Frank Cottrell Boyce. Fotografia: Robby Müller. Musica: canzoni di The Sex Pistols, Happy Mondays, Joy Division, Buzzcocks, New Order, Siouxsie and the Banshees, Iggy Pop, Jam, Stranglers, Clash, A Certain Ratio. Suono: Stuart Wilson. Scenografia: Mark Tildesley. Costumi: Stephen Noble, Natalie Ward. Montaggio: Trevor Waite. Aiuto-regista: Mike Elliott. Interpreti: Steve Coogan (Tony Wilson), Keith Allen (Roger Ames), Rob Brydon (Ryan Letts), Enzo Cilenti (Pete Saville), Ron Cook (Derek Ryder), Chris Coghill (Bez), Paddy Considine (Rob Gretton), Danny Cunningham (Shaun Ryder), Dave Gorman (John), Sean Harris (Ian Curtis), Shirley Henderson (Lindsay Wilson), Martin Hancock (Howard Devoto), Mark E. Smith (cliente del locale), Howard Devoto (uomo delle pulizie), Tony Wilson (direttore di studio). Produttore esecutivo: Henry Normal. Produttore: Andrew Eaton. Co-produttore: Gina Carter. Produzione: Revolution Films / Baby Cow Prod. in associazione con Film Four e Film Council per Film Consortium / United Artists. Origine: .
Presentato in concorso al Festival di Cannes 2002. Premio per la miglior produzione ai British Independent Film Awards.

Manchester, 1976. Tony Wilson è un giovane giornalista televisivo che lavora per Granada, un’emittente regionale. I produttori lo costringono a realizzare numerosi servizi di scarso interesse ma la sua vera passione è la musica e, nel suo programma, fa di tutto per inserire reportage sui nuovi gruppi emergenti. Una sera, insieme alla moglie Lindsay, va a vedere i Sex Pistols, che tengono un concerto davanti a una quarantina di persone. Tra gli spettatori figurano due membri dei Buzzcocks (Howard Devoto e Pete Shelley), gli Stiff Kittens - che poi diventeranno Joy Division -, Mick Hucknall - fondatore dei Simply Red - e Martin Hannett, un produttore alcolizzato. Nessuno, in quegli anni, mostrava in televisione immagini dei gruppi punk e Wilson diventa presto una figura quasi leggendaria. Il giornalista comprende che aprire un locale dove ospitare concerti di queste band potrebbe essere un’occasione straordinaria. Accordatosi con Don Tonay, proprietario del Russell Club, comincia a organizzare le Factory Nights e lancia i Joy Division. La sera del loro primo concerto, per festeggiare il successo, Don Tonay assolda due prostitute. Lindsay scopre il marito appartato con una di loro e, per vendetta, fa l’amore con Howard Devoto. Il matrimonio, tuttavia, non sembra risentirne. Tony fonda l’etichetta discografica Factory Records, che ha un’impostazione rivoluzionaria: coperte le spese, i profitti vengono divisi equamente tra l’etichetta e la band, che mantiene i diritti sulle registrazioni. I Joy Division registrano con Martin Hannett il primo album, che ha uno straordinario successo. Nel frattempo Wilson mette sotto contratto anche altri gruppi, tra i quali A Certain Ratio e Durutti Column. Nel 1980, però, alla vigilia di un tour americano, Ian Curtis, il cantante dei Joy Division, che soffre di crisi epilettiche e di depressione, si impicca. Dopo il funerale, Lindsay lascia il marito. Wilson non si lascia prendere dallo sconforto: si risposa, ha dei figli ed entra in contatto con i fratelli Shaun e Paul Ryder, prossimi a formare

gli Happy Mondays. Conclusa l’esperienza delle Factory Nights, Tony apre un suo locale, l’Hacienda. Inizialmente le cose vanno male ma la sua etichetta, grazie ai New Order (la band formata dagli ex membri dei Joy Division), diventa sempre più popolare. Nel 1985, grazie ai concerti di Happy Mondays e Joy Division, oltre alla presenza di dj all’avanguardia, l’Hacienda diventa uno dei locali più famosi e frequentati del Regno Unito. Martin Hannett viene chiamato a produrre un album degli Happy Mondays, che partono poi in tour. Wilson va con loro e comincia a fare uso di droghe. Tornato a Manchester, Tony lascia la moglie per Yvette, che è appena stata eletta Miss UK. Sull’onda dell’entusiasmo, il giornalista allestisce, con costosi mobili di design, i nuovi uffici della Factory Records. I suoi soci, però, sono preoccupati perché l’Hacienda è fortemente indebitata: i suoi frequentatori, infatti, preferiscono acquistare ecstasy dagli spacciatori piuttosto che consumare al bar. La droga si diffonde nel locale, e con essa la violenza. Hannett, intanto, muore d’infarto. L’Hacienda torna a spopolarsi e Wilson punta tutto sull’uscita del nuovo album degli Happy Mondays, che sono in studio alle Barbados. I musicisti, però, spendono tutti i soldi della Factory in stupefacenti e consegnano un master senza le parti vocali. La London Records si fa avanti per completare il disco e per acquisire i diritti di tutto il catalogo. Wilson, di fronte ad un’offerta pari a cinque milioni di sterline, è costretto a confessare che la Factory non possiede i diritti degli album che ha pubblicato. L’Hacienda chiude con una grande festa durante la quale Wilson annuncia che i partecipanti potranno saccheggiare liberamente il locale.
v.o. / sottotitoli italiani
Ospite: MICHAEL WINTERBOTTOM
Domenica 7 dicembre - Cinema Massimo Tre ore 20.30